Paolo Rossi

Così lo descrive l’Enciclopedia Treccani:

«Róssi, Paolo. – Attore comico e intrattenitore teatrale e televisivo (n. Monfalcone 1953), esordì in teatro con Dario Fo nel 1979 nell’Histoire du soldat.
Nel corso degli anni Ottanta e Novanta continuò a calcare le scene interpretando testi classici (lavorando con la compagnia dell’Elfo, La tempesta con C. Cecchi, 1984), e, al contempo, iniziò a recitare sue riscritture di testi moderni riportandoli a un sentire contemporaneo (Rabelais, 1995; Romeo & Juliet-Serata di delirio organizzato, 1999) e monologhi (Il circo di Paolo Rossi, 1995), in cui emerge la sua verve comica e dissacrante, la sua ironia nell’affrontare anche tematiche politiche e sociali. 
Confermandosi artista poliedrico ha condotto e partecipato a vari programmi televisivi (Mai dire gol, 1993-98; Che tempo che fa, 2005-06, 20012-13; Parla con me, 2011).
 Nel primo decennio del 21° secolo, confermando l’impegno civile ad affrontare tematiche importanti sempre analizzate con tono dissacrante, si è affermato presso il grande pubblico, grazie a una satira beffarda, in Storie per un delirio organizzato (2001); Il Signor Rossi e la Costituzione. Adunata popolare di delirio organizzato (2003); Il Signor Rossi contro l’Impero del male (2004); Chiamatemi Kowalski… il ritorno (2006); Mistero buffo di D. Fo (2010). 
Nel 2012 ha registrato per la televisione Confessioni di un cabarettista di m. – Esercizi spirituali di rifondazione umoristica, una riflessione sulla professione del comico.»

Questo invece è come lo descrivono ironicamente Gino e Michele:


«Paolo Rossi parla quattro lingue. Purtroppo tutte contemporaneamente.»